Le lampadine LED Philips offrono soluzioni per l’illuminazione domestica e professionale, con diversi attacchi, potenze, formati e temperature di colore per adattarsi a ogni installazione.
3,49 €
Ref 4518
Disponibile, spedito in 24h
3,49 €
Ref 95137
Disponibile, spedito in 24h
3,49 €
14,99 €
Marchi correlati a questa categoria


Informazioni Lampadine LED Philips
Scegliere una lampadina LED non significa semplicemente sostituire una potenza con un’altra. L’attacco, i lumen, la temperatura di colore, l’angolo di apertura e la regolazione determinano il modo in cui si comporta la luce. La varietà di formati consente di soddisfare esigenze di illuminazione generale, punti luce decorativi e faretti direzionali.
Le lampadine LED Philips fanno parte della gamma di lampadine LED pensata per ridurre i consumi rispetto alle tecnologie tradizionali. La tecnologia LED converte una maggiore quantità di energia in luce e genera meno calore residuo rispetto a una lampadina a incandescenza o alogena, consentendo di ottenere un’illuminazione equivalente con una potenza elettrica inferiore. Per confrontare i diversi modelli è consigliabile considerare i lumen e non soltanto i watt.
La gamma può essere suddivisa principalmente in base al tipo di attacco, alla forma della lampadina e al modo in cui distribuisce la luce. Identificare il formato corretto facilita la sostituzione diretta ed evita incompatibilità meccaniche o una distribuzione inadeguata della luce.
Le lampadine Philips E27 utilizzano un attacco a vite da 27 mm, molto diffuso in plafoniere, lampade da tavolo, lampade da terra e applique. Questo attacco è presente sia nelle lampadine standard sia nei formati decorativi. È consigliabile verificare anche il diametro e la lunghezza complessiva della lampadina, soprattutto nel caso di apparecchi chiusi o paralumi stretti.
Le lampadine Philips E14 sono dotate di un attacco a vite da 14 mm e vengono utilizzate in apparecchi di illuminazione di dimensioni più contenute, come lampade da tavolo o modelli con più punti luce. Sono spesso disponibili nei formati a candela o sferici. Oltre al flusso luminoso, è necessario verificare lo spazio disponibile all’interno del paralume o del diffusore.
Le lampadine Philips GU10 utilizzano due pin con sistema di fissaggio a rotazione e funzionano generalmente a tensione di rete. Vengono impiegate in faretti da incasso e apparecchi orientabili quando è necessario dirigere la luce. Poiché concentrano il flusso luminoso in un fascio definito, l’angolo di apertura è importante quanto i lumen o la temperatura di colore.
La scelta della tonalità della luce influisce sulla percezione di materiali, colori e volumi. Invece di selezionare una temperatura di colore esclusivamente in base alle preferenze estetiche, è consigliabile metterla in relazione con l’attività svolta e con l’atmosfera che si desidera creare.
La luce calda, normalmente compresa tra 2200 e 3000 K, presenta una tonalità giallastra simile a quella delle lampadine a incandescenza. Viene utilizzata in camere da letto, soggiorni, ristoranti e zone relax, dove si desidera creare un ambiente accogliente. Si abbina inoltre bene al legno, ai tessuti e alle finiture dai toni caldi.
La luce neutra si colloca generalmente intorno ai 4000 K e offre un equilibrio tra tonalità calde e una luce più bianca. È indicata per cucine, bagni, uffici e zone di lavoro in cui è importante distinguere chiaramente oggetti e superfici senza ricorrere a un’illuminazione marcatamente fredda.
La luce fredda si colloca generalmente tra 5000 e 6500 K e presenta un aspetto bianco con sfumature bluastre. Può essere utilizzata in magazzini, officine e locali tecnici dove si privilegia un’elevata sensazione di luminosità. Nelle zone dedicate al riposo tende a essere meno indicata, soprattutto durante le ore serali.
Una sostituzione corretta richiede di valutare diversi parametri nel loro insieme. Scegliere esclusivamente in base alla potenza può portare a installare una lampadina troppo debole, eccessivamente intensa o incompatibile con l’apparecchio esistente.
L’attacco deve corrispondere esattamente al portalampada. E27 ed E14 si distinguono per il diametro della filettatura; GU10 utilizza invece due pin con fissaggio a rotazione. Se il riferimento non è visibile, è possibile rimuovere la vecchia lampadina dopo aver scollegato l’alimentazione elettrica e controllare direttamente la base.
I watt indicano il consumo elettrico, mentre i lumen indicano la quantità totale di luce emessa. A titolo orientativo, circa 470 lumen sostituiscono una lampadina a incandescenza da 40 W, circa 800 lumen una da 60 W e circa 1050 lumen una da 75 W. La percezione finale dipende anche dall’apparecchio di illuminazione, dall’altezza e dalla distribuzione del fascio luminoso.
Per mantenere l’aspetto di una lampada tradizionale, si sceglie generalmente una temperatura vicina ai 2700 K. Quando si desidera una luce più bianca per lavorare o preparare gli alimenti, 4000 K rappresenta un valore di riferimento frequente. Nelle installazioni con più lampadine visibili è consigliabile mantenere la stessa temperatura di colore per evitare differenze tra i vari punti luce.
L’angolo di apertura è particolarmente importante nei faretti. Un fascio compreso tra 25° e 36° concentra la luce su una superficie limitata ed è adatto per mettere in risalto oggetti o espositori. Angoli di apertura di 60° o superiori distribuiscono la luce su una superficie più ampia e riducono il contrasto tra il centro del fascio e le zone circostanti.
Le lampadine dimmerabili consentono di variare il flusso luminoso tramite un dimmer compatibile. Non tutte le lampadine LED sono dimmerabili, anche quando presentano lo stesso attacco e la stessa potenza di una lampada precedente. Un regolatore progettato per carichi elevati di lampade a incandescenza può provocare sfarfallii, un intervallo di regolazione ridotto o uno spegnimento instabile con carichi LED inferiori.
La forma esterna influisce sia sulla compatibilità con l’apparecchio di illuminazione sia sulla distribuzione della luce. Scegliere il design adeguato aiuta a sfruttare al meglio l’ottica dell’insieme e a mantenere l’estetica prevista quando la lampadina rimane a vista.
Le lampadine standard vengono utilizzate per l’illuminazione generale e distribuiscono la luce in modo ampio. Sono comuni in plafoniere, lampade a sospensione, lampade da terra e lampade da tavolo. Nei paralumi semitrasparenti è importante che vi sia un’emissione laterale sufficiente per evitare la presenza di zone scure visibili.
I formati a candela e sferici sono pensati per apparecchi di illuminazione compatti o decorativi. Le lampadine a candela si adattano bene a bracci stretti e lampade con più sorgenti luminose; quelle sferiche sono comuni nelle applique e negli apparecchi di piccole dimensioni. In entrambi i casi è consigliabile verificare il diametro e la lunghezza massimi consentiti dal paralume.
Le lampadine riflettori e i faretti incorporano un’ottica che dirige la luce verso una zona specifica. Vengono utilizzati per l’illuminazione d’accento, nelle vetrine o sulle superfici di lavoro. Un faretto con meno lumen ma con un fascio stretto può produrre al centro un illuminamento, misurato in lux, superiore a quello di un altro modello con un angolo di apertura maggiore.
La durata di una lampadina LED viene espressa in ore e deve essere valutata insieme alle condizioni di utilizzo. Sono comuni valori pari o superiori a 15.000 ore, anche se la durata effettiva dipende dalla temperatura, dalla ventilazione dell’apparecchio, dai cicli di accensione e spegnimento e dalla qualità dell’alimentazione elettrica.
Un apparecchio di illuminazione chiuso può aumentare la temperatura di funzionamento e accelerare l’invecchiamento dei componenti elettronici e del LED stesso. Per questo motivo è consigliabile rispettare le condizioni di installazione.
Il passaggio alla tecnologia LED è diretto quando la nuova lampadina utilizza lo stesso attacco, funziona con la tensione adeguata ed entra fisicamente nell’apparecchio di illuminazione. Prima di maneggiarla è necessario scollegare l’alimentazione elettrica. Successivamente, è consigliabile confrontare il flusso luminoso equivalente anziché cercare di replicare i watt della vecchia lampada.
Nei faretti alogeni è necessario verificare l’angolo di apertura. Se sono presenti un dimmer, un trasformatore o un dispositivo ausiliario, è necessario verificarne la compatibilità per evitare sfarfallii o problemi di funzionamento.
Per prima cosa è necessario verificare che l’attacco e i lumen corrispondano. A titolo indicativo, una lampadina a incandescenza da 40 W corrisponde generalmente a circa 470 lumen, una da 60 W a circa 800 lumen e una da 75 W a circa 1050 lumen. Successivamente, occorre controllare le dimensioni, la temperatura di colore e, nel caso dei faretti, l’angolo di apertura.
Il riferimento è generalmente stampato sulla base o sul corpo della vecchia lampadina. E27 identifica un attacco a vite da 27 mm, E14 uno da 14 mm e GU10 un sistema a due pin con fissaggio a rotazione. Se il riferimento non è leggibile, è consigliabile confrontare fisicamente l’attacco con il portalampada.
Per gli ambienti dedicati al riposo e per ottenere un aspetto simile all’illuminazione a incandescenza, 2700 K è una scelta comune. Intorno ai 4000 K si ottiene una luce neutra adatta a cucine, bagni, negozi e ambienti di lavoro. Le tonalità comprese tra 5000 e 6500 K producono un aspetto più freddo e vengono utilizzate soprattutto negli spazi funzionali.
Sì. Esistono lampadine LED progettate per essere dimmerabili, ma questa caratteristica deve essere espressamente indicata. Una lampadina LED non dimmerabile non deve essere utilizzata con un regolatore di intensità. È inoltre consigliabile verificare che il dimmer sia compatibile con i carichi LED e con la potenza minima del circuito.